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Vittorio Arrigoni: I volti diafani di fantasmi che chiedono giustizia.

Januar 5, 2009

Vittorio Arrigoni: I volti diafani di fantasmi che chiedono giustizia.
04/01/2009

il mio articolo per Il Manifesto di oggi:

Mentre scrivo i carri armati israeliani sono entrati nella «Striscia». La giornata è iniziata allo stesso modo in cui è finita quella che l’ha preceduta, con la terra che continua a tremare sotto i nostri piedi, il cielo e il mare, senza sosta alcuna, a tramare sulle nostre teste, sui destini di un milione e mezzo di persone che sono passate dalla tragedia di un assedio, alla catastrofe di bombardamenti che fanno dei civili il loro bersaglio predestinato. Il posto è avvolto dalle fiamme, cannonate dal mare e bombe dal cielo per tutta la mattina. Le stesse imbarcazioni di pescatori che scortavamo fino a quale giorno fa in alto mare, ben oltre le sei miglia imposte da Israele come assedio illegale criminoso, le vedo ora ridotte a tizzoni ardenti. Se i pompieri tentassero di domare l’incendio, finirebbero bersagliati dalle mitragliatrici degli F16, è già successo ieri. Dopo questa massiccia offensiva, finito il conteggio dei morti, se mai sarà possibile, si dovrà ricostruire una città sopra un deserto di macerie. Livni dichiara al mondo che non esiste un’emergenza umanitaria a Gaza: evidentemente il negazionismo non va di moda solo dalle parti di Ahmadinejad. I palestinesi su una cosa sono d’accordo con la Livni, ex serial killer al soldo del Mossad, (come mi dice Joseph, autista di ambulanze): più beni alimentari stanno davvero filtrando all’interno della striscia, semplicemente perché a dicembre non è passato pressoché nulla, oltre la cortina di filo spinato teso da Israele. Ma che senso realmente ha servire pane appena sfornato all’interno di un cimitero? L’emergenza è fermare subito le bombe, prima ancora dei rifornimenti di viveri. I cadaveri non mangiano, vanno solo a concimare la terra, che qui a Gaza non è mai stata così fertile di decomposizione. I corpi smembrati dei bimbi negli obitori invece dovrebbero nutrire i sensi di colpa, negli indifferenti, verso chi avrebbe potuto fare qualche cosa. Le immagini di un Obama sorridente che gioca a golf sono passate su tutte le televisioni satellitari arabe, ma da queste parti nessuno si illude che basti il pigmento della pelle a marcare radicalmente la politica estera statunitense. Ieri (venerdì, ndr) Israele ha aperto il valico di Herez per far evacuare tutti gli stranieri presenti a Gaza. Noi, internazionali della Ism, siamo gli unici a essere rimasti. Abbiamo risposto oggi (ieri, ndr) tramite una conferenza stampa al governo israeliano, illustrando le motivazioni che ci costringono a non muoverci da dove ci troviamo. Ci ripugna che i valichi vengano aperti per evacuare cittadini stranieri, gli unici possibili testimoni di questo massacro, e non si aprano in direzione inversa per far entrare i molti dottori e infermieri stranieri che sono pronti a venire a portare assistenza ai loro eroici colleghi palestinesi. Non ce ne andiamo perché riteniamo essenziale la nostra presenza come testimoni oculari dei crimini contro l’inerme popolazione civile ora per ora, minuto per minuto. Siamo a 445 morti, più di 2.300 feriti, decine i dispersi. Settantatré, al momento in cui scrivo, i minori maciullati da bombe. Al momento Israele conta tre vittime in tutto. Non siamo fuggiti come ci hanno consigliato i nostri consolati perché siamo ben consci che il nostro apporto sulle ambulanze come scudi umani nel dare prima assistenza ai soccorsi potrebbe rivelarsi determinante per salvare vite. Anche ieri un’ambulanza è stata colpita a Gaza City, il giorno prima due dottori del campo profughi di Jabalia erano morti colpiti in pieno da un missile sparato da un Apache. Personalmente, non mi muovo da qui perché sono gli amici ad avermi pregato di non abbandonarli. Gli amici ancora vivi, ma anche quelli morti, che come fantasmi popolano le mie notti insonni. I loro volti diafani ancora mi sorridono. Ore 19.33, ospedale della Mezza Luna Rossa, Jabalia. Mentre ero in collegamento telefonico con la folla in protesta in piazza a Milano, due bombe sono cadute dinanzi all’ospedale. I vetri della facciata sono andati in pezzi, le ambulanze per puro caso non sono rimaste danneggiate. I bombardamenti si sono fatti ancora più intensi e massicci nelle ultime ore, la moschea di Ibrahim Maqadme, qui vicino, è appena crollata sotto le bombe: è la decima in una settimana. Undici vittime per ora, una cinquantina i feriti. Un’anziana palestinese incontrata per strada questo pomeriggio mi ha chiesto se Israele pensa di essere nel medioevo, e non nel 2009, per continuare a colpire con precisione le moschee come se fosse concentrato in una personale guerra santa contro i luoghi sacri dell’islam a Gaza. Ancora un’altra pioggia di bombe a Jabalia, e alla fine sono entrati. I cingoli di carri armati che da giorni stazionavano al confine, come mezzi meccanici a digiuno affamati di corpi umani, stanno trovando la loro tragica soddisfazione. Sono entrati in un’area a nord-ovest di Gaza e stanno spianando case metro per metro. Seppelliscono il passato e il futuro, famiglie intere, una popolazione che scacciata dalle proprie legittime terre non aveva trovato altro rifugio che una baracca n un campo profughi. Siamo corsi qui a Jabaila dopo la terribile minaccia israeliana piovuta dal cielo venerdì sera. Centinaia e centinaia di volantini lanciati dagli aerei intimavano l’evacuazione generale del campo profughi. Minaccia che si sta dimostrando purtroppo reale. Alcuni, i più fortunati, sono scappati all’istante, portandosi via i pochi beni di valore, un televisore, un lettore dvd, i pochi ricordi della vita che era in una Palestina per sempre occupata perduta una sessantina di anni fa.. La maggioranza non ha trovato alcun posto dove fuggire. Affronteranno quei cingoli affamati delle loro vite con l‘unica arma che hanno a disposizione, la dignità di saper morire a testa alta. Io e i miei compagni siamo coscienti degli enormi rischi a cui andiamo incontro, questa notte più delle altre; ma siamo certo più a nostro agio qui nel centro dell’inferno di Gaza, che agiati in paradisi metropolitani europei o americani, che festeggiando il nuovo anno non hanno capito quanto in realtà siano causa e complicità di tutte queste morti di civili innocenti.

restiamo umani

Vik

Vittorio Arrigoni:

http://guerrillaradio.iobloggo.

Beim Schreiben der israelischen Panzer in den „Strip“. Der Tag begann in der gleichen Weise, dass es über das, was vor hat, mit, dass das Land weiterhin zu zittern unter unseren Füssen, der Himmel und das Meer, ohne Pause, ein Grundstück auf den Kopf, über das Schicksal eines und eine halbe Million Menschen, die weg von der Tragödie der Belagerung, die Katastrophe der Bombardierung der Zivilbevölkerung, die ihr Ziel prädestiniert. Der Ort ist umgeben von Flammen, Kanone aus dem Meer und Bomben aus dem Himmel in der ganzen Vormittag. Das gleiche Fischerboote begleitet, was die Tage auf hoher See, über die sechs Meilen, die von Israel als illegal Strafverfahren Belagerung, sehe ich die Stunden auf glühende Asche. Wenn die Feuerwehr versucht, das Feuer bezwingen, die sich bis zum Ende des F16 Maschinengewehre, die gestern stattgefunden hat. Nach dieser massiven Offensive, beendet die Zählung der Toten, wenn möglich, sollten Sie Wiederaufbau einer Stadt auf einer Wüste von Schutt und Asche gelegt. Livni, sagt die Welt, dass es eine humanitäre Notlage in Gaza: die Verweigerung der natürlich nicht nur in der Mode von den Teilen Ahmadinejad. Die Palästinenser auf eine Sache, die ich mit Livni, ein ehemaliger Serienmörder im Pay der Mossad, (wie ich bereits sagte Joseph, Ambulanz-Fahrer): mehr Lebensmittel sind wirklich Filterung innerhalb der Band, einfach weil es nicht bis Dezember Vergangenheit fast nichts über den Vorhang aus Stacheldraht sich von Israel. Aber was wirklich auf frisch gebackenes Brot in einem Friedhof? Die Notfall ist es, sofort die Bomben, noch bevor die Lieferung von Nahrungsmitteln. Ich esse kein toter Körper, sie sind nur zu befruchten das Land, dass hier im Gaza-Streifen war noch nie so fruchtbaren Zersetzung. Die Aufteilung von Einrichtungen der Kinder in obitori stattdessen sollte das Gefühl der Schuld über die gleichgültig, wer hätte etwas. Die Bilder eines lächelnden Obama Golf haben auf allen arabischen Satelliten-Fernsehen, aber hier muss man nicht nur der Meinung, dass das Pigment der Haut, um den radikalen US-Außenpolitik. Gestern (Freitag, NDR) Israel eröffnet das Überschreiten der Herez zur Evakuierung aller Ausländer in Gaza. Wir, die internationale ISM, wir sind die einzigen, die geblieben sind. Wir reagierten heute (gestern, NDR) mit einer Pressekonferenz auf die israelische Regierung, erläutert die Gründe, die uns zwingen, nicht zu bewegen, von wo wir sind. Es abstoßend, dass die Grenzübergänge geöffnet werden zu evakuieren Ausländer, die nur dann möglich, Zeugen zu dem Massaker, und nicht in umgekehrter Richtung an die vielen ausländischen Ärzten und Krankenschwestern, die bereit sind, kommen für die Betreuung ihrer heldenhaften Kollegen Palästinenser. Sie gehen nicht dorthin, weil wir es für unsere Präsenz als Augenzeugen der Verbrechen gegen die wehrlose Zivilbevölkerung Stunde für Stunde, Minute zu Minute. Wir sind 445 Tote, mehr als 2.300 Verletzte, Dutzende der fehlt. Settantatré zum Zeitpunkt des Schreibens dieses Artikels, Kinder maciullati von Bomben. Zu dem Zeitpunkt, Israel hat auf allen drei Opfern. Wir sind nicht der Flucht wie wir beraten unsere Konsulate, weil wir wissen sehr wohl, dass unser Beitrag über die Krankenwagen als menschliche Schutzschilde in die Erste-Hilfe zu Hilfsmaßnahmen könnte ausschlaggebend sein für die Rettung von Menschenleben. Auch gestern, einen Krankenwagen getroffen wurde in Gaza-Stadt, dem Tag vor den beiden Ärzten Jabali Flüchtlingslager getötet wurden in der von einem Raketen von einem Apache. Ich persönlich bin nicht von hier, weil sie Freunde sind mit mir bitte nicht aufzugeben. Die Freunde noch leben, sondern auch die Toten, als Geister leben, dass meine schlaflose Nächte. Ihre Gesichter diaphanous aber ich lächeln. 19.33 Uhr, im Krankenhaus des Roten Halbmondes, Jabali. Während ich im Zusammenhang mit der Menge aus Protest auf die Straße in Mailand, zwei Bomben wurden fallengelassen vor dem Krankenhaus. Die Glasfassade der Stücke sind weg, Krankenwagen zufällig wurden nicht beschädigt. Die Bombardierung wurde noch intensiver und massiver in den letzten Stunden, die Moschee von Ibrahim Maqadme, in der Nähe, hat gerade zusammengebrochen unter den Bomben ist der zehnte in einer Woche. Elf der Opfer pro Stunde, fünfzig Verletzte. Ein alter Palästinenser, die auf der Straße heute nachmittag war ich gefragt, ob Israel glaubt, dass es im Mittelalter, und nicht im Jahr 2009, weiterhin zu streiken Moscheen mit Präzision, so als wäre er in einem persönlichen heiligen Krieg gegen den heiligen Stätten des Islam zu Gaza. Ein weiterer Regen von Bomben Jabali, und schließlich werden. Die Spuren des Tanks an diesem Tag zu beenden, an der Grenze, wie hungrig Macht Fasten von menschlichen Körpern, finden ihre tragische Zufriedenheit. In einem Gebiet nordwestlich von Gaza und ebnen Fall Meter pro Meter. Bury der Vergangenheit und der Zukunft, ganze Familien, eine Bevölkerung aus ihren legitimen Land hatte keine andere Zuflucht als eine Hütte n einem Flüchtlingslager. Wir sind hier in Kursen Jabaila nach dem israelischen piovuta schreckliche Bedrohung aus dem Himmel am Freitag Abend. Hunderte von Broschüren von Flugzeugen gestartet intimavano allgemeinen Evakuierung der Flüchtlingslager. Bedrohung, die sich als echte leider. Einige der mehr Glück, sie floh sofort, wobei sich die wenigen Aktiven der Wert, Fernseher, DVD-Player, der einige Erinnerungen an das Leben, die in einem besetzten Palästina für immer verloren, über sechzig Jahre alt .. Die Mehrheit hat nicht an jedem Ort zu fliehen. Gegen die Hungry Caterpillar Spuren von ihrem Leben mit der einzigen Waffe, sie zur Verfügung haben, die Würde zu wissen, wie man die mit unseren Köpfen statt hoch. Ich und meine Kolleginnen und Kollegen sind sich der enormen Risiken, die wir sind, um dieser Nacht mehr als die anderen, aber wir sind sicherlich noch komfortabler in unserem Kampf hier in der Mitte des Gaza-Streifens, in dem reichen Metropolitan paradisi europäischen oder amerikanischen, die das neue Jahr gefeiert nicht verstehen, was tatsächlich der Fall ist und das Engagement all dieser Tod von unschuldigen Zivilisten.

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